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Sabado 21 de Septiembre 2019

Prigioniera del socialismo cubano

3 Mayo, 2008

Camaguey, Cuba, 03.05.2008
“Quando ero bambina seguendo la televisione pensavo: “Ah, parla come i preti (Fidel) ma meglio di loro”… e lasciai quella religione che io adoravo o per meglio dire, mi lasciai tirar fuori.” “Fummo costretti a cambiare (barattare) il nostro bell’alloggio di 5 camere a Ciego de Avila per questo minuscolo appartamento di 2 piccole stanze, dove ci stanno soltanti i letti.

“Ho lavorato in Algeria ed ho vissuto l’abbandono ai compagni internazionalisti che contrastava con la vita dei diplomatici comunisti cubani… per moltissimo tempo ho creduto che fossero errori degli uomini e non del sistema”. “L’Istituto di Riabilitazione Neurologica fu un progetto mio… si fece perché Castro ne venne a conoscenza e si entusiasmò con la sua realizzazione… veniva a visitare il Centro tutte le settimane… conosceva alcuni pazienti per nome e si commuoveva persino con loro”.

“Il Centro di Riabilitazione Neurologica fu il più importante mezzo di propaganda degli sforzi umanitari del Socialismo Cubano… era visitato da tutti i Capi di Stato che arrivavano al nostro Paese… la dr.ssa Molina era il gioiello più prezioso del sistema… era lo stereotipo dell”Uomo Nuovo” del socialismo… che dà tutto senza ricevere nulla… e a me questo non importava… questi erano i miei valori… fui nominata Deputata con tutti gli onori e le decorazioni.”

“Con l’arrivo dei primi 30 stranieri al Centro in nome della solidarietà internazionale -all’inizio, in cambio di maggiori favori ricevuti ed in seguito per denaro- iniziarono i miei conflitti… io lavoravo gratis più di 16 ore per giorno per i miei fratelli cubani, non per gli stranieri paganti… poi si installò nel Centro un ufficio del Partito Comunista… quando commentai questo a Castro mi disse che non l’avrebbe in nessun modo permesso… fu l’ultima volta che lo vidi…

Castro mi tradì, tradì la rivoluzione e voleva convertirmi in una sfruttata della Medicina al suo servizio”.

Neanche sfruttandomi riuscirono a lasciarmi tranquilla… in Cuba l’eccellenza danneggia, lì cominciai a rendermi conto che il Socialismo è una barbarie… rinunciai al Parlamento ed al Partito… consegnai tutte le decorazioni “perché tradivano tutti i miei sogni di adolescente”… il Centro si mise tutto al servizio degli stranieri paganti… allora mandai mio figlio in esilio e quando fu al sicuro in Argentina rinunciai anche al Centro… rinunciai a quel Centro di Riabilitazione Neurologica che per me era come un figlio, era tutta la mia vita…

Tutti i miei collaboratori -non appena poterono uscire da Cuba per un Congresso- andarono in esilio in Giappone, Canada, Messico, Argentina, ecc…. oggi il Centro è in mano a gente senza la minima esperienza… è un grande immondezzaio e questa è la realtà dell’odierna medicina cubana”.

“Per non aver accettato di essere una sfruttata della Medicina, mi trasformai nel nemico del sistema… passai alla dissidenza”.
“Un grande scienziato straniero amico di Castro, che visitava Cuba ogni anno, gli chiese che mi permettesse di conoscere i miei nipoti, che hanno già 13 anni… Castro gli rispose “Non uscirà mai da Cuba perché io non la perdono, perchè ha abbandonato la rivoluzione come uno straccio sporco”… e lo scienziato straniero ribattè: “È una disposizione assolutamente disumana da parte sua”… e Castro: “Le cose in Cuba sono così e se non le sta bene sa già”… quando venne in visita da me gli proibirono di avvicinarsi… l’amico di Castro non tornò mai più a Cuba”.

“Divisero i cubani in patrioti o mercenari dei nordamericani… non ci può essere un cubano liberamente pensante… ho dato la mia vita solamente a questo sistema… mi hanno separato per 13 anni da mio figlio e dai miei nipoti, l’unico che ho… notate la sensibilità del regime comunista che tiene sotto sequestro una povera vecchietta di 87 anni con il bacino rotto… devo ringraziare l’Ambasciatore argentino che, grazie al suo corretto comportamento, ha ottenuto un accordo preferenziale perché mia madre non fosse ricoverata in quella “fogna immonda che sono gli ospedali di Cuba”.

“Il lavoro dà senso alla vita” e purtroppo i sistemi di intervento statale tolgono la voglia di lavorare. Secondo un detto popolare cubano “noi facciamo quelli che lavorano, loro fanno quelli che ci pagano”.

L’uomo che lavora e viene debitamente compensato per il suo lavoro, mantiene il proprio cervello attivo al suo massimo potenziale. È una persona brillante che irradia energia. All’opposto le persone che non lavorano o che non sono adeguatamente ricompensate per il proprio lavoro sono persone con stimoli neurologici bassi, sono persone che nella vita sono appagate da stimoli per così dire vegetativi. “Mi portarono via una piccola macchina da scrivere che mi aveva regalato mia cognata… sono un essere pensante ed ho capito che mediante il processo di educazione e di propaganda mi avevano alienata a seguire la finzione di un socialismo utopico… ottennero mediante il processo educativo la schiavizzazione volontaria dell’uomo… Chi è un uomo che dà tutto in cambio di niente? Uno schiavo… e dico che a Cuba siamo 11 milioni di schiavi”.

“Adesso ho capito che il problema non sono gli uomini, il problema è il sistema che distrugge l’individuo… ho capito che la perversa immoralità e l’ingiustizia sono intrinseche al sistema… ho anche capito che il lavoro dà senso alla vita e che la pianificazione centrale annulla la pianificazione individuale… questo toglie la voglia di lavorare e distrugge l’uomo… ho capito che il sistema produce il Tiranno e non viceversa… l’origine della tirannia è un problema di errore etico”.

Senza dubbio la dr.ssa Molina è un vero pericolo per le Tirannie Moderne, è molto più pericolosa della Air Force nordamericana.
Adesso il mondo potrà rendersi conto perché viva sequestrata a Cuba e perché la sua vita sia in pericolo.
Con lei è morto l’Uomo Nuovo della Rivoluzione Socialista.

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